Ad-block? Keep calm and… use adMingle

 

Il successo dell’advertising online ha portato negli ultimi anni ad un vertiginoso aumento di tipologie e numero di formati pubblicitari disponibili per gli inserzionisti. Questi formati sempre più invasivi hanno reso la navigazione sgradevole ed estenuante, infatti gli utenti in cerca di informazioni e contenuti si ritrovano spesso a dover chiudere banner e popup di tutte le forme e dimensioni o scorrere una pagina dopo l’altra – ognuna rigorosamente invasa dalla pubblicità – prima di riuscire ad accedere a quanto di loro interesse.

Questa difficoltà nella fruizione dei contenuti si è trasformata ben presto in intolleranza, e subito dopo in una necessità specifica: navigare il web senza essere interrotti da pubblicità indesiderate.

Ecco che nascono i servizi di ad-block, in grado di bloccare la pubblicità e che consentono di navigare sul web indisturbati. Vertiginosa la velocità di diffusione di queste estensioni sui browser degli utenti: da uno studio di GroupM emerge che il 27% degli italiani ha installato un’estensione anti-pubblicità sul suo browser per i motivi più vari (leggi qui l’articolo completo). C’è chi avverte le ultime novità pubblicitarie come una minaccia alla propria privacy, chi ritiene che i banner siano semplicemente troppo invasivi o ripetitivi, chi sostiene che la pubblicità visualizzata non sia in linea con i propri interessi o con i contenuti che si desidera leggere.

In generale una cosa è certa: gli utenti risultano contrari all’erogazione di tutti quei formati pubblicitari invasivi ed interruttivi al di là del livello di personalizzazione del messaggio pubblicitario. A risentire dei servizi di ad-block saranno però tutti gli inserzionisti senza distinzione.

“I servizi adblock si stanno diffondendo perché l’industry ha dimenticato il rapporto con l’utente – spiega Biagio Stasi, Chief Digital Officer Hearst Magazines  -. Dobbiamo assolutamente costruire una comunicazione pertinente e di qualità. Un sistema equity della pubblicità. C’è un affollamento qualitativo e quantitativo. Una disumanizzazione dell’adv online che sta penalizzando tutto il comparto. ”

Puntare su un tipo di pubblicità non interruttiva sembra essere l’unica soluzione in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Per aggirare il problema della crescente diffusione degli adblock e continuare ad avere visibilità, le aziende dovranno cominciare ad utilizzare strumenti pubblicitari che non possono essere “adbloccati”.

Noi di adMingle siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione delle aziende uno dei pochi strumenti che attualmente offrono questo vantaggio senza risentire delle minacce degli ad blocker. Questo perchè il tipo di pubblicità che incoraggiamo è assolutamente innovativo, non-invasivo e non-interruttivo. I messaggi pubblicitari di adMingle vengono erogati in modo non-invasivo, fanno leva sulla qualità e pertinenza dei contenuti in base agli interessi degli utenti e mettono alla base di tutto le interazioni umane, la comunicazione con l’utente e la fiducia.

Scavalchiamo gli adblocker, perchè per noi gli unici formati pubblicitari sono le persone reali ed una gradevole conversazione con gli utenti sarà sempre al centro del nostro progetto.

 

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